Le regole economiche, concretamente applicate in questo nostro mondo con tutte le loro ricadute e retroazioni, non sono certo volte a salvaguardare gli interessi collettivi.

Da un anno stiamo vivendo una grande crisi, che non incide affatto nello stesso modo per tutti i cittadini. Intanto questa ed altre crisi non sono certo determinate dagli errori del popolo dei consumatori o dei piccoli operatori economici, ma abbiamo ben colto che sono stati i grandi regolatori del mercato, quanti cioè stabiliscono chi devono finanziare o meno, o quali azioni far crescere o decrescere: insomma i cosiddetti mercati finanziari, di cui ogni giorno, e più volte al giorno, i media ci informano dei movimenti di tutte le piazze finanziarie, quasi oracoli per continuare a capire e sperare.

Gli equilibri, che quelle regole economiche determinano, per essere mantenuti impongono ovviamente in primis il salvataggio dello stesso sistema finanziario ma si auspica di trovare nuove regole per la finanza ed i mercati, mentre entrano in crisi anche le economie di interi paesi e territori, e di interi ecosistemi naturali.

Ma noi piccoli, ultimi ad essere ascoltati, perchè non possiamo provare a studiare proprio noi quelle nuove regole economiche intanto per la sopravvivenza di piccole comunità territoriali? Chi in un settore o in un altro ha fatto già esperienza, ed ha raggiunto una qualche stima di se e del suo saper fare, perchè non misurarsi in un salto qualitativo, niente affatto al buio, e autorganizzare, come molti altri fanno già in giro per il mondo, luoghi dove vivere ed in parte lavorare, in un contesto ambientale rispettato e protetto?

L'invito a provarci contattandoci, dopo aver letto il file allegato.

Autocostruire una comunità territoriale.pdf Autocostruire una comunità territoriale.pdf

 

 
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