Parlare di comunità territoriali è parlare di complessità. Far interagire i vari attori di un territorio grande o piccolo che sia, è ancora un'impresa quasi impossibile. Eppure è sfida più urgente che ogni ente istituzionale, operatore economico, cittadino, dovrebbe accettare di percorrere sapendo che essa potrà essere determinante per continuare a vivere in qualsiasi contesto territoriale del pianeta, le cui risorse sono sempre più limitate e la loro gestione collettiva non è il primo problema che attanaglia i decisori politici.

Si parlerà nei prossimi mesi insistentemente di federalismo fiscale e c'è da augurarsi che almeno si colga che esso è solo uno dei problemi della complessità di ogni comunità territoriale e nemmeno il principale.

La Stampa del 20 Marzo 2010 pubblica nelle pagine dedicate a Idee e Società vecchie e nuove riflessioni per definire la natura umana e riscopre la parola Empatia. Nella stessa pagina, riprende gli ultimi convincimenti di Rifkin, per cui "l'idea convenzionale che interpreta le transazioni di mercato come scontri tra avversari (n.d.r. ovvero l'ideologia della competitività) è stata sconfessata dalle reti collaborative, basate su strategie di beneficio reciproco" .

In altre parti del sito ett noi facciamo riferimento ad Elinor Ostrom, Premio Nobel dell'Economia 2009, per sostenere l'essenzialità di saper governare i beni collettivi, ma la sfida della complessità per creare comunità territoriali è ancora tutta da sostenere. Come cooperativa avevamo già nel 2002 provato a schematizzare i fattori complessi di ogni territorio (vedi file allegato, dopo il testo) e concepito prime ricerche applicate in specifici contesti territoriali del Pinerolese, ma apprendemmo allora che anche i Valutatori della Commissione Europea non erano affatto preparati a considerare progetti complessi, ma a selezionare proposte con precisi e limitati obiettivi e relativi budget.

Ci proviamo ancora oggi nel 2010, questa volta partendo dal basso, coinvolgendo cioè semplici cittadini, famiglie ed artigiani, in limitati contesti territoriali, e con le piccole risorse che sapremo mettere assieme.

Vorremmo che queste esperienze in corso fossero concreti laboratori territoriali per mettere a punto metodologie operative e buone pratiche da condividere con altri territori, sperando di imparare pezzi importanti della complessità  del vivere, dove il più delle volte, l'Empatia è ancora solo una parola.

Workshop 19 dicembre 2002 - SOLO PER PRESENTAZIONE ORALE.ppt Workshop 19 dicembre 2002.ppt

 

 

 

 

 

 

 

   

 
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